Mese dedicato alla storia afro-americana: proiezione in Ambasciata del documentario ''Inside Buffalo''
''Hanno servito l'America quando l'America non era ancora pronta a servire loro''. E' lo slogan di 'Inside Buffalo', un toccante documentario che racconta con rigore la storia dimenticata dei 'Buffalo Soldiers', i militari neri della novantaduesima divisione di fanteria americana che nel '44-'45 combatterono con eroismo a fianco dei partigiani italiani contro i nazisti lungo la linea gotica, in particolare in Toscana.
Un gruppo di soldati valorosi che nonostante il loro sacrificio, per evidenti ragioni razziali, sono stati totalmente ignorati dal loro paese per piu' di 50 anni. Nessuno dei loro tanti caduti in battaglia, per piu' di mezzo secolo, ha mai ricevuto alcuna onorificenza ufficiale dal governo degli Stati Uniti. Una ferita grave nella storia americana sanata solo nel 1997 dall'allora presidente Bill Clinton.
Il filmato, diretto dall'italo-africano Fred Kudjo Kuwornu, e' stato presentato all'ambasciata italiana a Washington, alla presenza dell'ambasciatore Giulio Terzi di Sant'Agata, di alcuni parlamentari americani e di diversi veterani di quella gloriosa compagnia, alcuni di loro protagonisti, con le loro testimonianze, del filmato stesso.

Sopra: L'Ambasciatore Terzi introduce la proiezione presso
l'auditorium dell'Ambasciata d'Italia a Washington (vai alla galleria di foto)
Nel suo saluto d'apertura della serata, Terzi ha citato ''il profondo apprezzamento'' con cui il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha accolto il film: ''Le testimonianze e le storie ancore vive dei soldati afro-americani e dei nostri partigiani sopravvissuti a quella drammatica vicenda - sottolineo' Napolitano - sono un avvertimento a non dimenticare mai l'orrore della guerra e a promuovere i valori della pace''.
'Buffalo Soldiers', il cui grido di battaglia e' 'Deeds no words', ('azioni non parole') e' il soprannome con cui gli indiani battezzarono i primi soldati afro-americani dell'esercito federale, contro cui combatterono per la conquista del West a meta' del 1800. Quindi si distinsero anche durante la guerra di secessione e nella Grande guerra. Ma il film mostra bene come, nell'America della segregazione razziale, questi soldati fossero considerati poco piu' che carne da cannone. A loro Bob Marley dedico' una delle sue canzoni piu' belle.
Nell'800 come anche durante la seconda guerra mondiale, venivano discriminati nonostante la divisa. I loro comandanti erano scelti tra gli ufficiali bianchi del profondo sud schiavista perche' considerati i piu' abituati a comandare sui neri. Molti partigiani raccontano nel film che quando c'era da pattugliare zone pericolose gli ufficiali bianchi s'imboscavano abbandonando i loro sottoposti di colore. Gran parte di questi 'Buffalo Soldiers' venivano dalle zone piu' povere della provincia americana. Uno di loro racconta che, dopo le prime incertezze, fu facile fare amicizia con le famiglie italiane, ridotte in miseria da tre anni di dura guerra. Un legame forte di riconoscenza che e' rimasto nei decenni a venire: il film mostra gli onori in piazza che tanti comuni toscani hanno tributato nel corso degli anni a chi ha dato la vita per il ritorno in Italia alla democrazia e alla liberta'. Scene toccanti, come quelle che mostrano l'incontro, decenni dopo la guerra, tra i soldati americani e i nostri partigiani. Onori, targhe e medaglie, da parte dell'Italia molto prima che gli Stati Uniti facessero lo stesso. Solo nel 1997, Bill Clinton ha posto rimedio premiando con una medaglia al valore uno di loro.
Il film si conclude con le immagini storiche dell'elezione di Barack Obama, il primo presidente nero degli Stati Uniti, e l'emozione provata quel giorno dagli eroi dei 'Buffalo Soldiers' che hanno vinto due guerre, contro il nazismo e la discriminazione razziale. (ANSA - Marcello Campo).
DISCORSO DI INTRODUZIONE DELL'AMBASCIATORE TERZI (TESTO SOLO IN INGLESE)
I am really glad to welcome all of You here at the Italian Embassy, in the framework of the celebration of the National African American History Month with the screening of the documentary, “Inside Buffalo”, made by the African Italian director Fred Kowornu.
I have the pleasure of extending to the Veterans of the 92nd Divisions and their family my most heartfelt appreciation for being with us tonight.

Sopra: il discorso di introduzione dell'Ambasciatore Terzi (vai alla galleria di foto)
I also wish to thank the distinguished guests who are honoring this event with their presence, and especially:
- Congresswoman Sheila Jackson Lee,
- Representative Douglas Lamborn,
- Assistant Secretary for Veteran Affairs, José Riojas,
- Brigadier General Stayce Harris,
- Ms Carmella La Spada, of the White House Commission on Remembrance
and last but certainly not least, Col. James Minor, Jr., and Mr. Ron Armstead who have generously given their contribution and assistance to this event.
As President Obama has significantly underlined, African American history is an essential thread of the American narrative that traces the United States enduring struggle to perfect itself. It is a complex history which has very significant ramifications also for many other countries.
A meaningful chapter was written in Italy during World War II, through the contribution of the soldiers of the 92nd Army Division – the Buffalo soldiers – to the allied campaign which led to the liberation of my country.
The President of the Italian Republic, Hon. Giorgio Napolitano, has strongly praised the work of those –as the director of this documentary- who revived the extraordinary epic of the Buffalo soldiers.
The 92nd Infantry Division arrived in Italy during the summer of 1944, with all of its Regiments placed in combat on 24 August. After the German counter-offensive in December, the division was strengthened with other Combat Teams.
During the Spring offensive, they entered La Spezia and Genoa and liberated several towns along the Ligurian coast.
The bravery and the sacrifice of the Buffalo soldiers in Italy is clearly underscored by the number of their fallen: between August 1944 and May 1945 they suffered more than 3,000 casualties.
Very impressive is also the magnitude of awards and recognitions bestowed upon the Buffalo soldiers: let me remember the 2 Medals of Honor; the 208 Silver Stars; more than 1,000 Bronze Star Medals; almost 2,000 Purple Hearts.
On the Italian Front the action of the Buffalo soldiers was especially appreciated by the many brothers-in-arms of other nationalities: they fought indeed side by side with troops from British and French colonial empires (Africans, Indians, Gurkhas, Jews and Palestinians), from Brazil, as well as with exiled Poles, Greeks, Czechs; and they fought together with Italian soldiers and Partisans against the German occupation.
The moral legacy left to all of us by these brave young men remains at the roots of our democracies. We have not forget and will not forget that freedom in Italy and in Europe was brought back also thanks to them, after dark years of dictatorship.
Two days ago Secretary Clinton underlined that the “African American History Month” is a special occasion for several reasons. “These heroes of America history…are viewed as universal, because they’ve inspired people to raise their own sights around our world, and especially those who have taken up the cause of freedom and equality in their own countries”.
Thank you.