Castel del Monte
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La congiuntura negli Stati Uniti e i rapporti economici bilaterali: quadro di sintesi.

1..Il Department of Labor ha reso noti il 9 marzo scorso  i dati sull’occupazione in febbraio che registrano una stabilizzazione dell’indice. La disoccupazione resta ferma all’8,3%, il livello piu’ basso dal febbraio 2009, poiché cresce la base della forza lavoro complessiva (mezzo milione di persone in più sono rientrate sul mercato del lavoro in febbraio). Il dato riflette comunque positivamente la creazione di 227mila nuovi posti di lavoro nel settore privato, conferma una tendenza alla riduzione della disoccupazione che si è manifestata con chiarezza negli ultimi mesi e rappresenta l’ottavo mese consecutivo di incremento occupazionale pari almeno a 100mila nuovi occupati, il terzo di fila con un aumento di oltre 200mila unità.

Insieme al miglioramento dell'indice del consumo nonche' ai dati positivi del settore manifatturiero e dei servizi il dato occupazionale contribuisce ad attenuare il clima di pessimismo, senza peraltro nascondere il fatto che la crescita rimane ancora debole e lenta, e quindi tale da non escludere possibili ulteriori interventi della FED a sostegno della ripresa.
Pur in presenza di una diminuzione delle tensioni sul mercato di titoli sovrani dell'area Euro, non vi sono ancora indicazioni convergenti che la ripresa statunitense sia pronta a superare nel 2012 l'attuale traiettoria di crescita relativamente modesta e raggiungere la soglia del 3%. Il clima diffuso di maggiore ottimismo è temperato dalla crisi greca, dai timori di un rialzo del prezzo del petrolio che deprimerebbe i consumi e per le conseguenti possibili spinte inflattive. Permane la stagnazione del mercato immobiliare.

Nel quarto trimestre 2011 il PIL e' cresciuto del 3% su base annuale, piu' di quanto stimato alla fine di gennaio (2,8%). La revisione del dato riflette una crescita piu' forte degli investimenti privati (al 4,3%, dal 3,3) e dei consumi (al 2,1% dal 2), in particolare di autoveicoli.

Il Presidente della FED, Bernanke, ha confermato come la ripresa stia proseguendo a ritmi modesti. La FED si attende che l'attivita' economica possa recuperare nella seconda meta' del 2012. La crescita del PIL su base annua si collocherebbe comunque tra il 2,2 e il 2,7 per cento, ancora distante dalla soglia del 3% che consentirebbe di attestare una ripresa piu' robusta. Continuano a pesare la stasi del mercato immobiliare e gli effetti della crisi dell'Eurozona, sui quali Bernanke si e' tuttavia espresso in termini cautamente positivi.
Il settore immobiliare stenta ancora a riprendersi nonostante il basso livello dei tassi di interesse. La presenza sul mercato di immobili in "foreclosure" pari al 30% dell'offerta deprime le quotazioni. Un dato positivo e' tuttavia rappresentato dall'andamento delle licenze per nuove costruzioni (aumentate dell'1,6%) e dal numero di nuovi cantieri avviati (+1,5%). Le quotazioni dei futures sull'indice "Case Shiller" segnalano attese di una ripresa dei prezzi del 2% nel prossimo semestre.

Secondo gli ultimi dati disponibili, l'inflazione si e' ridotta in gennaio al 2,9% su base annuale, mentre al netto dei prodotti energetici e alimentari, e' aumentata di 0,1 punti percentuali, al 2,3%. La FED non rileva timori, molto enfatizzati soprattutto da parte repubblicana in ottica elettorale, di tensioni inflazionistiche dovute all'aumento del prezzo del carburante, che limiterebbero i margini della politica monetaria.

Settore immobiliare

L'indice NAHB sull'andamento del mercato immobiliare, inoltre, e' aumentato di due punti in dicembre (da 19 a 21). La costruzione di nuove abitazioni ha registrato un incremento del 9,3 per cento rispetto a novembre (da 627.000 a 685.000). Anche le autorizzazioni alla costruzione di nuovi immobili sono aumentate del 5,7 per cento rispetto a novembre.

La revisione dei dati sulle compravendite di immobili gia' costruiti mostra invece una ripresa leggermente inferiore a quella inizialmente stimata e, sebbene la vendita di case esistenti sia aumentata rispetto al mese precedente del 4 per cento, raggiungendo un valore annualizzato di 4,3 milioni (SAAR), resta comunque ben lontana dai volumi fatti registrare prima della crisi. Il prezzo medio di compravendita, pari a 164.200 dollari, si e' ancora ridotto del 3,5 per cento rispetto a dodici mesi fa e le case invendute si sono attestate a 7 mesi d'offerta. In settembre l’indice Case-Shiller (non destagionalizzato) dei prezzi delle abitazioni nelle 10 principali aree metropolitane è diminuito per la prima volta in sei mesi, scendendo dello 0,4% rispetto ad agosto. Le quotazioni dei futures su questo indice continuano a segnalare attese di ulteriori cali, nell’ordine del 2%, nel corso del prossimo semestre.
 
Gli standard per la concessione dei prestiti per l'acquisto di abitazioni sono rimasti stabili nel quarto trimestre dell'anno, ma gli analisti sono preoccupati che si possa ulteriormente innalzare il livello di severita' dei processi di erogazione, gia' particolarmente rigorosi. I tassi sui mutui a trent'anni sono fermi al 4,08 per cento, livello piu' basso del 2011.

Sempre nel terzo trimestre 2011 la produttività del lavoro è aumentata sia nel settore delle imprese non agricole (del 3,1% da -0,1 nel trimestre precedente) sia nella manifattura (5,4%, da -2,3). In ottobre la produzione industriale è aumentata dello 0,7%, dopo due mesi di sostanziale stagnazione.

Per quanto riguarda la congiuntura monetaria e finanziaria, nella riunione tenutasi il 13 dicembre scorso, la Riserva federale ha lasciato invariato l'intervallo-obiettivo per il tasso di interesse sui federal funds tra 0 e 0,25% e ribadito che, dato il basso grado di utilizzo delle risorse produttive e le contenute aspettative di inflazione, l'obiettivo dovrebbe rimanere invariato almeno fino a meta' 2013.

La Banca centrale proseguira' inoltre la ricomposizione del proprio portafoglio di titoli di Stato tesa ad allungarne la scadenza media ("Operazione twist") e il reinvestimento in mortgage backed securities (MBS) dei proventi dei rimborsi delle MBS stesse detenute in portafoglio.

Dalla fine di novembre al 4 gennaio scorso il differenziale tra il tasso sui depositi interbancari a tre mesi senza e con garanzia e quello rispetto ai titoli del Tesoro a tre mesi sono rimasti sostanzialmente invariati, attorno a 30 punti base. I rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni sono diminuiti di 10 punti base, al 2,0%, confermando,  come le c.d. Treasuries siano a tutt'oggi considerati dal mercato come investimenti altamente sicuri.
In novembre l’inflazione al consumo è lievemente diminuita, al 3,4% sui dodici mesi (dal 3,5% di ottobre); al netto dei prodotti energetici e alimentari è, invece, salita al 2,2% (dal 2,1). In dicembre le aspettative di inflazione per il 2012 degli analisti privati censiti da Consensus Economics sono rimaste invariate al 2,1%. 

2. Dal punto di vista dell’impulso e del coordinamento delle attività di promozione del Sistema Italia negli Stati Uniti, l’Ambasciata a Washington ha intensificato la prassi di periodiche Riunioni di Sistema, presiedute dal Capo Missione, che hanno visto riuniti, a Washington e due a New York, i rappresentanti delle Amministrazioni e degli Enti italiani attivi, a vario titolo, sul territorio statunitense. A tali incontri, in attuazione della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 agosto 2008 sul coordinamento e la direzione della promozione del Sistema Italia, nonché in coerenza con la riforma dell’assetto della Farnesina, partecipano i Direttori Esecutivi italiani presso il FMI, la Banca Mondiale, la Banca Interamericana di Sviluppo, i rappresentanti di ICE, Banca d’Italia, ENIT, Istituto Italiano di Cultura, nonché dei Ministeri della Difesa e dell’Economia e delle Finanze.
Le riunioni hanno confermato in primo luogo l’opportunità di orientare l’attività promozionale sui settori ad alta tecnologia, in linea con le priorità dell’Amministrazione Obama per lo sviluppo economico a lungo termine degli Stati Uniti: trasporti/infrastrutture (in particolare alta velocità ferroviaria), energia/green economy, biotecnologie, aerospazio. Sono state inoltre esaminate le modalità per avvicinare le imprese e le Università alle opportunità offerte dalle IFI. Gran parte delle iniziative promozionali sono state incluse nel calendario delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unita’ d’Italia negli Stati Uniti (Italy @ 150).

Nel marzo 2011 si è svolto in Ambasciata il Simposio Global Energy. L’evento e’ stato organizzato  sotto gli auspici del Ministero degli Esteri, dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, nonché dell’ICE, e si è inserito nel programma delle iniziative per i 150 anni dell’Unita’ d’Italia.  Esso ha costituito un esempio di approccio integrato tra collaborazione scientifica e promozione economica. E’ stato valorizzato il quadro delle collaborazioni esistenti a livello scientifico ed industriale nei quattro principali “cluster” (idrocarburi, nucleare, fusione e rinnovabili).

Il Simposio ha consentito di porre in evidenza le “eccellenze” scientifiche e imprenditoriali nel settore dell’energia ed è stata anche l’occasione per un approfondimento delle possibili collaborazioni industriali e commerciali nel campo dell’energia nucleare tra i due Paesi.
Le celebrazioni per la Festa della Repubblica  di quest’anno  hanno costituito parte integrante di un evento, intitolato "Welcome to Italy! A Trade Exhibition in Washington", organizzato l’1 e il 2 giugno in collaborazione con l'Ufficio ICE di New York e dedicato all'eccellenza dell'imprenditorialita' italiana.

La manifestazione promozionale, tenutasi in Ambasciata, cui ha partecipato un grande numero di visitatori, e' stata ideata per offrire maggiore visibilita' a Consorzi e aziende italiane interessati al mercato statunitense nei settori tradizionali ed in quelli ad alta tecnologia. Le imprese, le associazioni ed i consorzi che vi hanno partecipato hanno allestito stand informativi con documentazione, pannelli e schermi per la proiezione di materiale video. Per i prodotti alimentari e vitivinicoli sono state realizzate apposite stazioni gastronomiche. Hanno aderito all'iniziativa l'Associazione Industriali delle Carni (ASSICA), il Consorzi del Prosciutto di Parma, VeronaFiere-Vinitaly, e, tra le aziende, ENEL Green Power, Eni, Finmeccanica, Fiat, Ducati, Piaggio, ARCLINEA, Fincantieri, Beretta e Ferrero, oltre alle acque minerali San Pellegrino e Panna.

Nel settore delle biotecnologie, l'Ambasciata, in collaborazione con l'ICE, ha curato la partecipazione italiana all'edizione 2011 della BIO International Convention', la principale manifestazione mondiale dedicata all'industria delle biotecnologie, svoltasi a Washington dal 27 al 30 giugno. In tale occasione, tra l’altro l'ASI ha svolto un seminario dal titolo "Research in space: a new frontier for biology and medicine: the biomedical activities of Italian Space Agency (ASI)". Sono state presentate in tale contesto le attivita' svolte dal Programma Medicina e Biotecnologie (MED) ed in particolare la realizzazione di progetti di micro gravita' all'interno della International Space Station (ISS).

Relazioni bilaterali ed opportunita` di investimento

Nel 2011 le importazioni dall’Italia, con un valore di $33,968 miliardi, hanno registrato un incremento del 19,17% rispetto al 2010, dato superiore a quello delle importazioni statunitensi dal mondo e dall’UE, rispettivamente salite del 15,36% e del 15,23%. Tra i paesi dell’UE l’Italia riconferma la posizione di quinto fornitore del mercato americano, dopo Germania, Regno Unito, Francia ed Irlanda. In particolare le voci merceologiche di maggiore rilievo per questi paesi sono:
- Germania: automotive e macchinari;
- Regno Unito: petrolio e derivati, macchinari e farmaceutica;
- Francia: macchinari, farmaceutica ed aerospazio;
- Irlanda: chimica organica e farmaceutica.

Tra i fornitori a livello mondiale, con una quota in crescita dell’1,54%, l’Italia occupa la 15ma posizione, preceduta dai paesi esportatori di prodotti energetici, quali: Venezuela, Arabia Saudita e Russia.

A livello settoriale, la meccanica continua ad essere il settore di maggiore rilievo, con una quota del 20,4% sul totale delle importazioni americane dall’Italia. Seguono poi i settori: chimica e derivati del petrolio (15,3%), moda ed accessori (14,5%), agroalimentari e vini (10,7%), macchine elettriche (5,8%), farmaceutica (5,7%) veicoli terrestri (5,2%), casa e
arredo (4,2%) ed ottica e ottica/elettromedicali (3,7%). Tutte le voci suindicate presentano andamenti positivi rispetto al 2010.

I prodotti ad elevata tecnologia, con un valore di $3,35 miliardi, coprono il 9,8% circa del totale delle importazioni dall’Italia. In particolare, aerospazio, biotecnologie life science ed elettronica sono i settori di maggiore rilievo.

I dati dell’US Department of Commerce evidenziano un andamento molto positivo delle importazioni dall’Italia; ciò nonostante le criticità quali il rapporto di cambio dollaro/euro e la debolezza della domanda aggregata americana. Tra i fattori di successo delle aziende italiane vanno sicuramente evidenziati la capacità di razionalizzare i costi del ciclo produttivo ed un intervento più diretto sul mercato americano nella fase di commercializzazione.

L’intervento di sostegno pubblico a favore delle MPI e’ importantissimo in particolare in questa fase di crescita economica lenta e discontinua.

 
INTERSCAMBIO USA - ITALIA
Valori in milioni di dollari - gennaio-dicembre

2010

2011

Var.

IMPORT USA dall'Italia 

28,505 

33,968

19,17%

Quota di mercato   

1.49%

1.54%


EXPORT USA verso l'Italia

14,219

15,991

12,46%

Quota di mercato

1.11%  

1.08%


Saldo Commerciale

-14,286

-17,977


Sul piano degli investimenti, la crisi ha offerto in alcuni settori  una opportunità di inserimento per le nostre imprese in un mercato comunque caratterizzato da crescente competitivita’. Gli Stati Uniti - con un reddito nazionale superiore ai 14.000 miliardi di dollari  ed un mercato interno di oltre 300 milioni di persone, con reddito medio annuo di 47 mila dollari – sono  un mercato di fondamentale importanza strategica per dimensioni, centralità nel sistema economico globalizzato e capacità di traino nei modelli di consumo rispetto al resto del mondo. Negli ultimi due anni numerose imprese italiane hanno quindi colto l’opportunita` di investire in America. Tra esse spiccano: Finmeccanica che ha acquisito la DRS Technologies, societa’ leader nel settore dei servizi e dei prodotti elettronici integrati per la difesa e Fincantieri che ha acquisito la Manitowoc Marine Group (Mmg), divisione costruzioni navali dal gruppo Manitowoc sul lago Michigan, puntando a consolidare la sua presenza nel settore della difesa marittima. Operazioni di investimento sono state effettuate anche da: Bracco, Brembo, Colavit, Enel,Eni, Ferretti,Italcementi, Mediaset, Pirelli, Prysmian Cavi, Sogefi.

Le aziende italiane, con una presenza diretta negli USA, risultano essere 1206.

I comparti in cui sono maggiormente concentrate le aziende sono:

Meccanica strumentale - 302 aziende (pari al 25% delle presenza italiana in USA)
Moda/Tessile -  200 aziende (16,6%)
Mobili-arredamento - 121aziende (10%)
Mezzi di trasporto/ componentistica -76 aziende (6,3%)
Agroalimentare-Bevande - 67 aziende (5,6%)
Chimica/Farmaceutica/Biotecnologie – 45 aziende (3,7%)
Elettronica/Informatica/Telecomunicazioni – 45 aziende (3,7%)
Edilizia/materiali/Ingegneria – 43 aziende (3,6%)
Metallurgico-siderurgico – 35 aziende (2,9%) 

Gli Stati con la maggiore concentrazione di aziende  italiane sono nell’ordine:

New York –232 aziende (pari al 19,2% delle aziende presenti)
Florida –  166 (13,8%)
California - 136 (11,3%)
Illinois - 88 (7,3%)
Texas – 79 (6,6%)
North Carolina – 74 (6,1%)
Georgia – 72 (6%)
New Jersey – 56 (4,6%)
Pennsylvania – 33 (2,7%)
Ohio – 23 (1,9%) 

Delle 1206 aziende rilevate, la maggior parte (circa 1.010, l’84% del totale) è presente con filiali commerciali. 

Tra queste, circa il 10% dispone anche punti di vendita al dettaglio. 

Inoltre 48 aziende, pari al 4% del totale, dispongono di stabilimenti produttivi e/o di assemblaggio/servizi post-vendita, 19 aziende (1,6%) hanno uffici di rappresentanza e le restanti svolgono funzioni di concessionari, centri di distribuzione ed uffici di servizi e/o consulenza.

Per ulteriori informazioni, consultare il seguente link:


Dollar 
Fare affari negli USA
    • Qui le imprese italiane troveranno informazioni su come fare affari negli Stati Uniti
Euro Fare affari in Italia
    • Qui le imprese americane troveranno informazioni su come fare affari in Italia
S & D Dichiarazioni e documenti
    • Documentazione e Dichiarazioni finali di eventi rilevanti di settore a livello internazionale
Country Outlines Scheda Paese
    • Scheda di sintesi testuale corredata da tabelle relativa all’interscambio commerciale Italia-USA, settori merceologici e flusso e natura degli investimenti tra i due Paesi