Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK
ambasciata_washington

L’organo eolico di Villa Firenze

 

L’organo eolico di Villa Firenze

Il raro organo Aeolian no. 1569, che si trova nella Great Hall di Villa Firenze, è uno dei pezzi di maggior pregio della Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Washington. Lo strumento fu realizzato dalla Aeolian Company di New York per il Colonnello Arthur O’Brien nel 1925.

Le canne dell’organo, originariamente laccate in oro, sono state restaurate usando toni argentati più leggeri. L’organo è composto da 1011 canne disposte su 13 file. Può essere suonato, oltre che manualmente, da un meccanismo automatico situato all’interno della consolle e chiamato “Duo-Art”. La collezione di rulli è vasta e diversificata, e si caratterizza per la prevalenza di trascrizioni per orchestra di musiche tradizionali.

Mentre il corpo principale dell’organo si trova nella Great Hall, il compressore che fornisce l’aria allo strumento si trova nel sottoscala.

Quando il Governo Italiano acquistò  Villa Firenze nel 1976, l’organo non era funzionante. L’incendio subito dalla villa nel 1946 aveva danneggiato pesantemente lo strumento. Gli interventi di riparazione erano stati tuttavia limitati. Le canne si erano staccate, i meccanismi interni non funzionavano più e molte parti risultavano compromesse. Inoltre, la fornitura di elettricità al motore del compressore e al generatore era stata interrotta per via dei successivi restauri subiti dall’edificio.

Miracolosamente, però, tutte le canne erano ancora esistenti e la consolle presentava ancora i meccanismi di riproduzione originali e altri sistemi al suo interno. Circa 60 anni di polvere si erano accumulati dentro la camera dell’organo, lasciandola piuttosto sporca.

In occasione del centocinquantesimo Anniversario dell’Unità d’Italia l’organo è stato reso nuovamente funzionante grazie al restauro sponsorizzato dall’azienda italiana SISAL S.p.A.

Parte del restauro è consistita in una pulizia meticolosa, che ha reso necessario lo smontaggio dello strumento fino all’ultima vite: ogni lembo di pelle, ogni tratto di filo elettrico, ognuna delle oltre 1000 canne necessitava di pulizia, riparazione o sostituzione.

Una squadra di otto persone tra tecnici, elettricisti e artigiani ha curato l’attuazione del progetto. Come ha evidenziato David M. Storey, il costruttore di organi che ha condotto le operazioni di restauro, il progetto è stato in parte anche un lavoro di scoperta, in quanto non vi era alcuna documentazione disponibile che spiegasse il funzionamento dell’organo. Il restauro è cominciato nel luglio del 2011 ed è stato completato nell’ottobre del 2012.


1749