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Il ritorno di Barbablù in Italia: eccellente collaborazione tra autorità italiane ed il museo Getty Villa a Malibu

Data:

27/01/2016


Il ritorno di Barbablù in Italia: eccellente collaborazione tra autorità italiane ed il museo Getty Villa a Malibu

Grazie alla efficace collaborazione tra il Consolato Generale a Los Angeles, la Procura di Enna e l’Arma dei Carabinieri con il John Paul Getty Museum verrà riportata in Italia la Testa di Ade, detta anche Barbablù, di eccezionale valore artistico, già parte della collezione del Getty Villa di Malibu.

Trafugato attorno al Santuario extraurbano di San Francesco Bisconti a Morgantina (Enna) alla fine degli anni ‘70, il reperto venne esportato illecitamente e venduto al Getty nel 1985 per 500.000 dollari.

“Dobbiamo soprattutto all’impegno e alla competenza degli archeologi italiani”, ha sottolineato il Console Generale Antonio Verde, “se da un ricciolo di ceramica blu ritrovato tra i resti degli scavi di frodo a San Francesco Bisconti si è potuta accertare la provenienza della testa dello stesso caratteristico colore custodita al Getty”. Il Sostituto Procuratore della Repubblica Francesco Rio, autore nel 2014 della rogatoria internazionale che ha posto le basi per la restituzione, ha inoltre espresso apprezzamento per l’immediata disponibilità offerta dall’impoortante Museo californiano che ha consentito la comparazione con la Testa di Ade del primo ricciolo, e di altri tre poi ritrovati grazie al Museo Archeologico di Aidone (Enna), oltre che per l’accurato lavoro svolto dal Nucleo di Palermo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, diretto dal Maggiore Luigi Mancuso,

La Testa di Ade, restituita oggi dal J. Paul Getty Museum alla presenza del Console Generale e delle nostre Autorità giudiziarie e di polizia, tornerà in Italia il 29 gennaio per essere restituita alla sua terra di origine.

Raro e pregiato, un unicum nel suo genere, sia per il tipo di materiale utilizzato, assai fragile, che per le consistenti tracce di policromia, rosso mattone nei capelli e blu nella barba, che valsero alla testa il soprannome di Barbablù, il reperto è una testa in terracotta policroma, di epoca ellenistica dalle dimensioni 27,3x20, 5x18,5 cm., leggermente maggiore del naturale, rappresentante probabilmente il Dio Ade, divinità legata al culto di Demetra e Kore particolarmente presente nell’interno della Sicilia.

"Un’importante conferma dell'ottimo livello di collaborazione raggiunto tra autorità italiane e americane in materia di recupero delle opere d'arte". Così Claudio Bisogniero, Ambasciatore d'Italia a Washington, ha commentato la notizia della restituzione. "Una collaborazione - ha continuato l'Ambasciatore - che vede impegnata quotidianamente, in un perfetto gioco di squadra con le autorità inquirenti, la nostra rete diplomatica e consolare negli Stati Uniti nell'assistenza all'individuazione e nei contatti con musei ed autorità locali e che ha portato a numerosi rimpatri di opere italiane dagli Stati Uniti in questi ultimi quattro anni. Essa è stata ulteriormente suggellata dal recente rinnovo, per altri cinque anni, del Memorandum d'Intesa tra i due paesi in materia di limitazioni all'importazione del materiale archeologico, firmato lo scorso 19 gennaio”.


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